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Dove Soggiornare in Sicilia col Cioccolato!

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Vacanze Lastminute in Sicilia, dove le specialità tradizionali sono esse stesse cultura, vi è la vera culla del cioccolato.
L'antica contea di Modica è, infatti, la custode del vero cioccolato delle origini, preparato senza latte né grassi vegetali, ma seguendo ancora la ricetta della Xocoatl azteca, tramandata dagli spagnoli e conservata intatta: semi di cacao macinati sul metatl, una pietra lavica ricurva, e impastati con vaniglia, cannella o peperoncino.

Gli spagnoli, nel passaggio, vi aggiunsero lo zucchero mentre i cittadini di Modica, la caparbietà di non passare mai alla fase industriale di lavorazione come avvenne invece nel resto d'Europa.
La cittadina siciliana, esempio anche di un'architettura tardo barocca che l'Unesco ha riconosciuto Bene dell'Umanità, da tempo fa parlare di sé più per la tradizione cioccolattiera che per le chiese di pietra ricamata, passando abbondantemente lo stretto di Messina e finendo anche sulle colonne dell'Herald Tribune, del New York Times, del Wall Street Journal e dei quotidiani giapponesi. E si è trovata così, quasi inconsapevolmente, a cavalcare l'onda di una moda, quella del cioccolato rigorosamente artigianale: un trend che nel 2004, in Italia, ha segnato un più 10% rispetto al 2003, lo scorso Natale ha fatto spendere agli italiani 55 milioni di euro, dà lavoro a 600 aziende e fattura 250 milioni di euro all'anno.

A Modica, dove anche i muri parlano di cioccolato il cioccolato era un alimento dei poveri, si vendeva davvero porta a porta, ci sono 17 aziende già costituite in consorzio.

E intanto, la modicana Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia, già Medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Roma nel 1911 e ora esportatrice di cioccolato negli Stati Uniti e in Giappone, è andata oltre nella strada a ritroso alla scoperta della qualità.
Del resto, Leonardo Sciascia lo descriveva così: «Di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all'archetipo, all'assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto, sia pure il più celebrato, ne sia l'adulterazione, la corruzione».


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