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Sicilia da scoprire

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Se Goethe, visitando nel 1787 la Sicilia affermava che l'Italia senza la Sicilia non lascia immaginare nello spirito, qui è la chiave di tutto"; e se, a distanza di secoli, una scrittrice francese, Edmonda Chaeles Roux che nel 1966 vinse il prestigioso premio Goncourt con il romanzo significativamente intitolato "Oublier Palerme", ha detto che "Nel bene e nel male, la Sicilia è l'Italia al superlativo", vuol dire che ci deve essere una ragione perchè quest'isola eserciti un fascino così potente su spiriti poetici come Goethe o su artisti sensibili come la Charles Roux. E la ragione indubbiamente esiste, quando si pensi al fascino che quest'isola ha sempre esercitato sui popoli dell'intero bacino del Mediterraneo. Un antico canto marinaresco del Quattrocento veneziano affermava infatti:



Aio visto el mappamondo

et la charta da navigare:

ma Sicilia ben me pare

più bel isola del mondo.



Ma prima, molto prima dei marinai del Quattrocento la Sicilia l'aveva scoperta il mondo greco: che vi aveva costruito i suoi templi, i suoi teatri e le sue città più belle - Pindaro chiamava Agrigento "la più bella città dei mortali", ed in essa si trovava il più grande tempio dell'antichità, il famoso sacrario di Zeus, di cui esistono ancora oggi le gigantesche rovine - onde uno scrittore inglese contemporaneo, Anton Gardner, ha giustamente chiamato la Sicilia "the America of the ancient world", l'America del mondo antico. [...]

Il guaio, il vero guaio della Sicilia, è purtroppo quello di non essere adeguatamente conosciuta. Quanti sono gli italiani che sanno che due dei quattro piloni che reggono il ponte sospeso del Bosforo, che dal 1973 unisce l'Asia all'Europa, sono stati costruiti in Sicilia? Quanti italiani sanno che i piloni dell'elettrodotto che esiste nello stretto di Messina servono per portare energia dalla Sicilia all'Italia e non viceversa? [...]

La Sicilia, che ha dato scrittori come Verga, musicisti come Bellini, pittori come Antonello, scienziati come Archimede, politici come Mazzarino o Crispi, diplomatici come San Giugliano, fisici come Ettore Majorana, giuristi come Caronda, è ancora in gran parte da scoprire....

E solo chi avrà conosciuto la Sicilia, come diceva il grande Goethe duecento anni fa, potrà dire di conoscere veramente l'Italia.



Santi Correnti

da "Invito alla Sicilia", pubblicato nella rivista lussemburghese New Europe (n. 24-25, 1978).

Immagini e testi tratti da: www.insicilia.it

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