Viaggio a Sciacca tra il mare e le montagne della Sicilia

La città di Sciacca è circondata dalle mura cinquecentesche e ha il centro antico (in parte con i vicoli ciechi e le corti del tempo arabo) che, dal terrazzo della costa meridionale siciliana tra Agrigento e Mazara del Vallo, digrada a cascata sul porto.

Frequentata per i le vacanze al mare, Sciacca è anche la più antica località termale dell’isola: in epoca romana era chiamata “Thermae Selinuntinae”, essendo il luogo in origine avamposto di Selinunte verso Agrigento.

La piazza Scandaliato di Sciacca si apre a terrazza verso il porto e il mare. Vi prospetta la lunga fronte del sei- settecentesco collegio dei Gesuiti, oggi sede municipale, al quale è annessa la chiesa del Collegio, anch’essa del ’600. Sul lato ovest della piazza è la chiesa di S. Domenico, originaria del 1534 ma rifatta nel ’700.

Il duomo di Sciacca è stato ricostruito nel 1656 e dedicato a S. Maria Assunta, conserva dell’originario impianto normanno (1108) solo l’esterno delle tre absidi; la barocca facciata, rimasta incompiuta, è ornata da statue di Antonino e Gian Domenico Gagini (sec. XVI) provenienti dall’antica chiesa; altre statue cinquecentesche sono conservate all’interno. La vicina casa Scaglione, a sinistra del Duomo, ospita una piccola Pinacoteca di pittori napoletani e siciliani (sec. XVI-XIX) e una raccolta numismatica.

La chiesa di Santa Margherita è stata costruita nel 1342 e rinnovata alla fine del ’500. Conserva dell’originaria struttura il portale sulla fronte, mentre gotico-rinascimentale è il portale sul fianco lungo via Incisa, impreziosito da rilievi attribuiti a Francesco Laurana e Pietro Bonitade (all’interno, stucchi e affreschi seicenteschi). Sul lato opposto della via si allunga il fianco destro della chiesa del Carmine che presenta sulla facciata barocca rimasta incompiuta un gotico rosone; poco lontano, al N. 48, è il palazzo Perollo-Arone (sec. XV) dalle esili bifore gotiche. Chiude la via la porta S. Salvatore, cinquecentesco ingresso alla città di Sciacca.

Palazzo Steripinto sorge all’estremità di corso Vittorio Emanuele, detta “testa della Corsa” perché era il punto di arrivo nelle corse dei cavalli berberi. Il palazzo, eretto nel 1501, è di stile siculo-catalano, con prospetto bugnato a punta di diamante, bifore e merli.

Piazza Noceto si apre nella parte alta di Sciacca con a sud la chiesa di S. Michele Arcangelo del ’600. Nel fondo, accanto alla chiesa rinascimentale di S. Maria del Giglio, è la porta S. Calogero, del sec. XVI.

Il Castello Luna è stato eretto alla fine del sec. XIV e ristrutturato nel sec. XVI. Fu demolito nel 1881; ne resta solo la cinta muraria esterna e una torre cilindrica. Per via del Castello si entra nel medievale quartiere Terravecchia, con vicoli tortuosi e stradine gradonate, e si giunge alla chiesa di S. Nicolò la Latina, fondata nel sec. XII.

Il complesso delle terme selinuntine di Sciacca utilizza a scopo terapeutico varie acque del bacino idrotermale di Sciacca, conosciuto e frequentato fin dall’antichità. Il Nuovo stabilimento termale, sul lungomare, è un edificio realizzato in tardo stile liberty tra il 1928 e il 1938. Più in alto è il Teatro Nuovo, inusuale architettura a tronco di cono, realizzata nel 1974 da Giuseppe Samonà.

Il Castello incantato si trova 2 km a est, poco sopra la vecchia statale per Agrigento. In un uliveto, è una singolare galleria all’aperto con centinaia di teste e volti scolpiti nella roccia o sui tronchi degli alberi dall’artista- contadino Filippo Bentivegna.

Il Monte San Calogero e alto 388 metri e si trova 8 km a nord-est di Sciacca. Sulla vetta dell’isolato cocuzzolo calcareo è un’ampia spianata con una pineta e il santuario di S. Calogero, che custodisce una statua del santo di Giacomo Gagini (1538); vastissimo il panorama. Sul versante meridionale del monte, in prossimità della vetta, si trovano le stufe di San Calogero, grotte naturali con emanazioni di vapore (38-40°C) già abitazioni preistoriche e frequentate a fini terapeutici in epoca greca. Sul terrazzo dell’albergo delle terme è l’Antiquarium di monte Kronio, che documenta le caratteristiche naturalistiche, geologiche e archeologiche del sito.
Menfi, km 20 a nord-ovest, centro agricolo danneggiato dal terremoto del 1968, che ne ha distrutto la settecentesca chiesa Madre. Nell’abitato, resti del castello fondato da Federico II e il seicentesco palazzo Pignatelli. In via Ognibene è ospitato il Museo archeologico-naturalistico con un’importante mostra malacologica (circa 6000 conchiglie).

Sambuca di Sicilia, monte alto 350 metri si trova 31 km a nord di Sciacca. Il casale arabo presso il castello di intricati vicoli è un intatto esempio di urbanistica islamica; in uno dei vicoli è temporaneamente ordinato il Museo etno-antropologico con attrezzi dell’attività contadina e pastorale dalle origini arabe agli anni ‘50. Nell’ex ospedale Caruso è in preparazione il Museo archeologico punico e nel palazzo Panittieri, il “Salotto sambucese”, piccolo museo delle cere di ambiente ottocentesco.

A 6 km da Sciacca, verso Contessa Entellina, sopra un terrazzo ondulato sono gli scavi di monte Adranone alto 900 metri, sito di una città greca di fondazione selinuntina (sec. VI a.C.) su un preesistente villaggio indigeno. Sono stati messi in luce la necropoli, la cinta muraria (sec. VI-V), settori della città, l’acropoli, con un tempio punico a pianta rettangolare. Km 21 a est, Ribera m 223, centro agricolo di fondazione seicentesca; a sud-est dell’abitato (km 2 circa) è una necropoli dell’età del Bronzo, con tombe a camera e a grotticella.

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