Offerte di Natale e Capodanno in Sicilia

Gli operatori turistici siciliani si stanno preparando alle offerte di Natale e di fine anno, infatti il Natale e Capodanno, sono un'altra buona occasione per un viaggio un po' più lungo del solito e per festeggiare in un modo un po' diverso.

Molto interessanti sono gli eventi che si svolgono in provincia di Siracusa durante il Capodanno di Sicilia:

Ogni anno Siracusa festeggia in modo speciale Santa Lucia, patrona della città, che, secondo la tradizione, qui nacque nel 283 d.C. da una famiglia benestante. Promessa sposa ad un pagano, rifiutò il matrimonio per adempiere a un voto di castità pronunciato sul sepolcro di Sant'Agata, cui aveva chiesto di guarire la madre da una terribile malattia. Il fidanzato respinto la denunciò al prefetto romano, che la fece arrestare e decapitare. Prima di essere decapitata la Santa si strappò gli occhi. Il 13 dicembre è l'anniversario del martirio. Una processione grandiosa accompagna l'argentea statua secentesca della santa che, opera dello scultore Pietro Rizzo ed alta tre metri e settanta centimetri, racchiude nel petto, dentro una teca d'oro, alcuni frammenti delle sue costole. La processione comincia dalla cattedrale sull'isola di Ortigia, il nucleo più antico di Siracusa. La statua, preceduta da una schiera di pellegrini con ceri votivi, viene trasportata da un gruppo di devoti fino in terraferma, nella basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove rimane esposta per tutta l'ottava. Infine il 20 dicembre viene ricondotta nella cattedrale, portata a spalla dai "berretti verdi" della confraternita dei falegnami, fra luminarie e fuochi d'artificio.In occasione della festa la città si mobilita ricreando i fasti e le atmosfere settecentesche, al seguito del grandioso corteo della statua d'argento. Il 20 dicembre, in occasione della processione per l'ottava di Santa Lucia, Siracusa ospita tradizionalmente "Lucia di Svezia", una giovane fanciulla svedese, accompagnata da due "ancelle", che in Svezia rappresenta Lucia, con il capo cinto di una corona di candele, come quelle che facevano luce alla Santa nella notte permanente delle catacombe siracusane.

Referenze storiche e recenti (sviluppo e funzione sociale, simbolica e culturale)

Prima dell'introduzione del calendario moderno, il 13 dicembre era il giorno del solstizio invernale, da cui il detto "S. Lucia: il giorno più corto che ci sia". Per questa ragione la tradizione di festeggiare Santa Lucia è diffusa anche nel Nord Europa dove la sua festività preannuncia l'arrivo dei mesi di luce, dopo il lungo inverno polare. La festa siracusana è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare-agrario. I fuochi accesi la vigilia della festa sono l'indicazione più evidente che ci troviamo in presenza di rituali festivi legati al trapasso stagionale più delicato dell'anno, col progressivo scemare della luce, per cui occorre esorcizzare il pericolo del non ritorno della luce. La Santa è stata più volte messa in relazione con la dea greca Demetra o con la romana Cerere, i cui attributi principali erano il mazzo di spighe e la fiaccola.



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